01. Info

Il Palazzo di Bonifacio VIII è un edificio di Anagni legato alla figura del celebre pontefice. Ospita l’omonimo museo ed è compreso nella Casa Madre delle Suore Cistercensi della Carità. È qui la celebre Sala dello Schiaffo.

02. Orari

Aperto tutti i giorni, dalle 09:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00.

03. Contatti

Palazzo Bonifacio VIII
Strada Vittorio Emanuele, 240
Email: info@palazzobonifacioviii.it

Anagni Excelsa - Bonifacio VIII
Anagni Excelsa - Bonifacio VIII
Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio

La fine del Medioevo

Chiuso nella sua stanza, nel palazzo di famiglia, ad Anagni, tremando di paura e di rabbia come un animale braccato, con le mani strette sui braccioli dello scranno papale, Bonifacio VIII aveva un solo pensiero: «Non possono uccidermi, non possono uccidermi». Non lavrebbero fatto, non direttamente, ma lui già temeva per il peggio.

Era il 7 settembre 1303 e dalla finestra saliva una confusione come di saccheggio, gli zoccoli dei cavalli agitati sul selciato della piazza della Cattedrale, le urla, gli incitamenti dei cittadini di Anagni che si preparavano ad accogliere lentrata nelle mura di Guglielmo di Nogaret, cancelliere di Filippo il Bello re di Francia, e Sciarra Colonna, acerrimo nemico dei Caetani. «Traditori» ripeteva tra sé Bonifacio VIII, «Ingrati traditori». Alcuni anagnini si erano fatti corrompere dal denaro del re, «ma verranno puniti nellora del Giudizio» pensò.

Poi si alzò, deluso, terrorizzato, guardò fuori dalla finestra, verso la valle e le montagne lontane, e pensò che laveva sempre saputo: la resa dei conti sarebbe arrivata, e adesso era alle porte della sua città.

Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio - Stanza delle Oche
Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio
Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio - Stanza delle Oche
Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio - Scacchiere Mondiale
Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio

Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna erano partiti dalla Francia e avevano attraversato lItalia fino ad Anagni in un corsa contro il tempo, con lunico pensiero di impedire che il papa loro nemico pubblicasse la scomunica al re. Lavrebbe fatto l8 settembre, il giorno successivo, ma loro vinsero sul tempo, e per un giorno soltanto la storia della futura Europa, di fronte al bivio degli eventi, prese una direzione anziché unaltra: verso il potere del re, lontano dal dominio del papa.

Dalla sua stanza, dun tratto Bonifacio VIII udì echi di voci allarmate, il sudore gli imperlò la fronte. Controllò che la porta fosse ben chiusa. Poi udì passi pesanti di cavalieri attraversare latrio, salire le scale: si fermarono, esitanti: ecco i pugni sulla porta. «Aprite. Abbiamo lordine di arrestarvi, aprite la porta, Benedetto Caetani, in nome del re di Francia Filippo IV, vi ordino di aprire la porta, o saremo costretti a entrare con la forza».

Sarebbero entrati, e in quella stanza avrebbero compiuto loltraggio: lo schiaffo che segnò la storia del Medioevo, contro la persona del papa, contro il potere secolare della Chiesa.

Così giungeva al termine la lotta tra due famiglie rivali, i Colonna e i Caetani, che nel volgere di pochi anni, come una macchia di inchiostro che si sparge nel mare, si era trasformata in una guerra che oggi diremmo internazionale, tra la monarchia e il papato. 

Accadde il 7 settembre 1303. Un giorno soltanto, poche ore, e nei libri di storia avremmo avuto tra le cronache di quel 1303 lepisodio della scomunica di Filippo il Bello re di Francia, anziché quello che ricordiamo come lo Schiaffo di Anagni, momento decisivo per il Medioevo, che alcuni storici fanno coincidere idealmente come linizio della sua fine.

Anagni Excelsa - Palazzo Bonifacio - Scacchiere Mondiale nella Stanza delle Oche
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